Sonia Baglieri

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Sonia Delaunay e il Tango

In questi giorni, per motivi di lavoro ho fatto degli studi sulla “Art Into Fashion” L’Arte applicata alla Moda… Ebbene, sono venuta a conoscenza di un’artista di origine russa i cui disegni hanno anticipato lo sviluppo del pret-a-porter… Collaborò con varie case di moda… e la sua produzione include anche costumi e scenografie teatrali…

“Art Into Fashion”, Sonia Delaunay per Vogue 1925

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“Art Into Fashion”, i costumi da bagno di Sonia Delaunay

Si tratta di Sonia Delaunay… moglie del pittore francese Robert Delaunay… con il quale collaborò elaborando una nuova espressione artistica chiamata Orfismo… detta anche Cubismo Orfico

“Rythme” ,1938 – Sonia Delaunay

Il termine Orfismo in realtà fu coniato appositamente per i coniugi Delaunay, dallo scrittore francese Guillaume Apollinaire… Cosa si intende per Orfismo?… E’ lo stile artistico che non mira a rappresentare l’oggettualità e il dato sensibile, bensì il ritmo… l’intreccio di forze sottostante al reale… il dinamismo tra luce, colore, suonoL’Arte in movimento?Sonia più del marito, riuscì ad inventare un proprio linguaggio di forme e sistemi cromatici… Ricorrente è il tema del cerchio scomposto con colori accessi, oserei dire “elettrici”… quasi a dare un effetto prisma… Se io dovessi dare una mia personale opinione, definirei le opere di Sonia, come dei cerchi che sprigionano luce… rotondità che si liberano, che si spezzano, che a sua volta si uniscono per lasciarsi nuovamente… il cerchio di Sonia si muove a ritmo su tela!

“Art Into Fashion”, i disegni di Sonia Delaunay applicati alla Moda dei giorni nostri

“Art Into Fashion”, i disegni di Sonia Delaunay applicati alla Moda dei giorni nostri

Senza ombra di dubbio io associo allo stile di Sonia, il Tango… perché?… Immagino una coppia che danza abbracciata… stretti… guancia a guancia… tanto complici nella parte superiore del corpo… mentre la parte inferiore esegue una serie di passi veloci ben definiti… l’eterna lotta… Le gambe della donna sfidano le gambe dell’uomo… lei è più veloce di lui… oserei dire che Sonia supera in genialità Robert!… La donna segna tanti “cerchi spezzati”“Las Mediaslunas” (i passi base del Tango)… Sonia con le sue mezzelune, ha saputo bene tenere il ritmo… Il Tango è stato eseguito alla perfezione sulle sue tele… Sonia avrà vinto su Robert?… per me sì!…

La sala esposizioni dedicata a Sonia Delaunay, Centro Nazionale d’Arte e di Cultura Georges Pompidou, Parigi

“Santa María (del Buen Ayre)”
Gotan Project – ¡Ya Basta! Records 2001

Le Donne di Tamara de Lempicka

“Giovane fanciulla con i guanti” (Jeune fille aux gants), 1930 – Tamara de Lempicka. Centro Nazionale d’Arte e di Cultura Georges Pompidou, Parigi.

Le donne dipinte da Tamara de Lempicka, si estraniano dalla realtà che le circonda… Appaiono fredde e distaccate, si fanno osservare e scoprire senza imbarazzi… Sono consapevoli di essere intriganti… e giocano con il loro fascino… Con quelle bocche rosso fuoco accentuano la provocazione e la voglia di essere ammirate… Ma chi le guarda non può dimenticare che è stata un’altra donna a rappresentarle così… Perché?…

Perfettamente inserita in vari contesti artistici dei primi anni del novecento, Tamara de Lempicka impone il suo stile e rielabora le correnti avanguardiste come il futurismo e il cubismo… A mio parere traspare molto della sua personalità mentre dipinge quelle donne così attraenti… Raffigura corpi plastici e ben definiti, con l’utilizzo di tavolozze di colori vivi e decisi… L’artista credo che non possa fare a meno di “raccontarsi” mentre le dipingeUna donna che dipinge altre donne… è come se si rispecchiasse!… Si ritrova nelle loro storie… si identifica… è inevitabile lasciare degli indizi che portino alla sua stessa vita…

Moderna e intraprendente… viaggiatrice e alla moda… intelligente e creativa… anticonformista e pioniera… amante e amata… Tamara è una donna che si distingue per la sua “effervescenza intellettuale”… ma allo stesso tempo valorizza anche “la bellezza” che non le appartiene… Dipinge donne che lasciano senza fiato… Senza riserbo coglie e risalta i dettagli più suggestivi di quei corpi nudi o vestisti… Solidarietà femminile?… No… Secondo me… nutre un profondo rispetto per le donne… perché lei stessa è una donna

“Woman”
John Lennon – Geffen Records 1980

Love At First Sight

Love At First Sight

“Sento di averla incontrata… Sai, hai provato quella sensazione? Ti senti come se l’avessi già vista prima, come se la conoscessi da sempre…”
(Dal film Blue Valentine)

“Vi sono secondi che durano secoli… Il colpo di fulmine è un secolo che dura un secondo…”
(André Dussolier)

“Love At First Sight”
Kylie Minogue – Capitol Records 2001

Il Doppio Segreto – René Magritte

“Le Double Secret”, 1927 – René Magritte

Ho visto e fotografato un po’ di tempo fa questo quadro esposto al Centre Georges Pompidou… il Museo d’Arte Moderna di Parigi… E’ sempre suggestivo trovarsi davanti ad un dipinto di René Magritte… diciamo che non capita tutti i giorni…

Rimasi estasiata davanti a questo dipinto… “Il Doppio Segreto”… Già il titolo è avvincente!!!… Cosa nasconderà mai quel volto umano?… Ironizzando sul tema lo intitolerei: “Giù la maschera!”… Il pittore, tranciando e spostando di lato la parte superficiale del volto, scopre una realtà ancora più oscura… Invece di chiarirci le idee… ci rivela una realtà ancora più misteriosa… che forse neanche il “proprietario” di quel volto conosce… Forse per questo il segreto è “doppio”… il segreto è inesplicabile sia al protagonista e sia a chi lo guarda… Quella parte misteriosa che ognuno di noi cela dentro… e che offre molteplici interpretazioni agli occhi di chi tenta di guardare nel profondo della natura umana…

E il segreto?… Quale potrebbe essere?… Forse il trauma che Magritte subì quando era bambino… il suicidio della madre… La parte infantile di lui, suppongo che venga fuori dai sonagli attaccati a quella cavità oscura… Considero i sonagli come simbolo di quella voglia di giocare che purtroppo viene spezzata in tenera età… Quel ricordo così doloroso che non si vuole raccontare agli altri… ma che purtroppo e quando meno te lo aspetti viene fuori implacabile… Come quando non riusciamo a trattenere le lacrime… e non vogliamo piangere o mostrarci deboli di fronte agli altri… e la disperazione mette in crisi la nostra “lucidità”

Che canzone associo a questo formidabile dipinto?… Parlando dell’apparente “sobrietà” dello stato d’animo degli uomini… subito mi viene in mente la canzone di Tanita Tikaram“Twist In My Sobriety”… Più si cerca di guardare dentro alle persone… e di sverlarne l’anima… e più le persone non si riveleranno mai per quello che sono in realtà… Noi stessi, sfido chiunque, teniamo sempre una parte nascosta che facciamo fatica a rivelare… “Look my eyes are just holograms… I don’t care about their different thoughts”… E’ un po’ la pretesa dell’uomo… cercare di capire gli altri… ma difficilmente si sarà disposti a dire tutto della propria storia… nascondendo magari alcuni momenti salienti del proprio vissuto… e correndo anche il rischio di apparire diversi da come si è veramente

“Twist In My Sobriety”
Tanita Tikaram – WEA Records 1988