Sonia Baglieri

Archivio mensile: settembre 2016

Both Sides – Phil Collins

Phil Collins lo considero un musicista versatile che in diversi momenti della sua vita artistica si è saputo mettere in gioco… cambiando genere musicale e modo di arrangiare le canzoni… Considerato da tutti un eccelso batterista, da un “drummer” di solito non ci si aspetterebbe questo modo così poliedrico di affrontare testi e intrecci di accordi… eppure… nella sua vita è passato dal Rock sperimentale dei Genesis… all’era Pop da solista… al Jazz e al Swing dell’età più matura… Both Sides” a mio parere si può considerare un disco iconico… espressione di questo mix di stili… dove le percussioni delle sue origini la fanno la padrone… I ritmi primordiali contraddistinguono tutte le tracce del doppio album… come se evocassero i battiti del nostro cuore… Sia nei brani più “agitati” come: “Both Sides Of The Story”, Survivors” e We Wait And We Wonder”… e sia nelle ballate romantiche come: “Can’t Turn Back The Years”, “Everyday” e “We Fly So Close”… L’ascolto è un viaggio piacevole insieme alla vera protagonista del disco: la Poesia… Ogni brano evoca un momento della sua vita e Phil si racconta benissimo senza mai cadere nei versi troppo sdolcinati dei suoi precedenti successi… Il doppio LP fu inciso nel 1993… Questo è stato l’unico album dove Phil Collins ha suonato tutti gli strumenti, senza la collaborazione di altri musicisti…

Both Sides – Phil Collins

“Both Sides” – Phil Collins
WEA Warner Company – 1993
Tutte le canzoni scritte, eseguite e prodotte da Phil Collins

TRACKLIST

1. Both Sides of the Story – 6:43
2. Can’t Turn Back the Years – 4:40
3. Everyday – 5:43
4. I’ve Forgotten Everything – 5:15
5. We’re Sons of Our Fathers – 6:24
6. Can’t Find My Way – 5:08
7. Survivors – 6:05
8. We Fly So Close – 7:33
9. There’s a Place for Us – 6:53
10. We Wait and We Wonder – 7:01
11. Please Come Out Tonight – 5:46

“Everyday” – Phil Collins

Kandinsky e la Musica

Il pittore russo Vasilij Kandinskij… “per gli amici” semplicemente Kandinsky (mica tutti sappiamo parlare e scrivere il russo!)… è considerato il papà dell’Arte Astratta… o AstrattismoCos’è l’Arte Astratta?… In sintesi l’arte astratta nega la rappresentazione del mondo oggettivo secondo i canoni tradizionali… quindi il linguaggio visivo diventa autonomo con significati propri… Per Kandinsky non sono più la realtà e la natura fonti d’ispirazione ma, udite, udite, ragazzi tenete l’orecchio ben aperto: è la Musica… perché proprio la Musica?… Qual’é la forma d’arte più astratta che esista?… ovvio, la Musica

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“Composizione VIII No. 260”, 1923 – Vasily Kandinsky

Kandinsky diceva questo: “Salvo poche eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni”… Che vuol dire?… Secondo il pittore, la Musica era l’espressione artistica che meglio rappresentava la psiche dell’uomo-artista… senza mediazioni concrete, la Musica esprime in modo immediato emozione, spiritualità, sensibilità interiore… Come si può dipingere un sentimento?… come si può dipingere un’impressione o uno stato d’animo?… paura, gioia, follia, ira, depressione, infelicità, felicità, etc… si possono toccare?… No!… fanno parte dell’anima… Quindi dipingiamo l’anima nel modo più “spirituale” possibile… Come?… con colori, linee, forme, dipinti nel modo più astratto possibile, cioè “slegati” da qualsiasi significato reale… Anche i titoli delle sue opere hanno il “sapore musicale”… Composizioni, Improvvisazioni, Impressioni… Famosissima è l’opera intitolata: Composizione VIII No. 260… un insieme armonioso di linee, cerchi, archi e altre forme geometriche elementari…

Capire un quadro di Kandinsky è facile?… No!… Riflettete un attimo su quello che vi voglio dire… Capire la psiche umana è facile?… No!… ecco, appunto!…

Cosa abbino all’arte di Kandinsky?… Sign ‘O’ The Times (1987)Prince, rivoluzionò il mondo della musica con il video di questa canzone… pensate, fu considerato d’Avanguardia per gli anni ’80… Perché?… Come Kandinsky per la pittura, Prince in un certo senso voleva rappresentare la canzone in modo “puro”senza legami con la realtà, pur parlando della realtà… infatti nel testo descrive una società malata che vive in bilico tra delinquenza, droghe e malattie… una chiara denuncia della stupidità del mondo… Come spezzare il legame con la realtà?… ovvio, realizzando un video senza immagini

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Tratto dal Video: “Sign ‘O’ The Times”, 1987 – Prince

Il regista del video Bill Konersman utilizzò la rapida successione di figure geometriche colorate… e giocando graficamente con le parole che compaiono sullo schermo a ritmo di musica… Simboli da interpretare nella pittura (nel primo caso)… Simboli da interpretare nella musica (nel secondo caso)… Credo che Kandinsky sarebbe andato molto d’accordo con Prince… in perfetta “Armonia Astratta”!…

“Sign ‘O’ The Times”
Prince – Paisley Park 1987