Sonia Baglieri

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You Can Leave Your Hat On – Joe Cocker

Questo brano, scritto da Randy Newman nel 1972, resuscitò miracolosamente 😇 nel 1986 grazie all’interpretazione magistrale di Joe Cocker 😎… perché vedete… e questo non lo dico solo io, la versione originale è bruttina e senza carattere 😝… Il povero Newman 😓 non aveva dato il giusto “polso" ad un testo che, senza giri di parole, parla di uno “spogliarello"! 😂… Certamente Newman non aveva la voce grintosa, blues e rockeggiante di Cocker… ma quello che diede il colpo di grazia alla canzone fu il nuovo arrangiamento che stravolse la struttura melodica di partenza 🎶🎷🎺🎹🎸… Tutti ci ricordiamo di questo brano che va a salire 🔝, in un crescendo di provocazione ed erotismo che si sviluppa anche grazie al testo… se poi ci mettiamo la voce possente, "sporca" e virile di Cocker, la ricetta musicale perfetta è fatta! 😄😉 Aneddoto: John Belushi, appassionato di musica Blues, alla fine degli anni ‘60 nel programma “Saturday Night Live" iniziò la sua carriera di comico imitando sia la voce che i gesti di Joe Cocker… i due alla fine diventarono amici ❤… Durante questo 2018 vi parlerò altre volte di Joe Cocker… un cantante che è nato, “crollato” e rinato più volte durante la sua carriera… vittima un po' della sua epoca… e credo che chi è davvero un appassionato di musica non lo dimenticherà 😉… Questa canzone fa parte della colonna sonora di un film che non ha bisogno di presentazioni… Tutti conosciamo: il titolo del film, gli attori e la trama!!! 😂😂😂 ___________________________________________________ Joe Cocker "You Can Leave Your Hat On" from "Cocker" 1986 (The Life Of A Man – The Ultimate Hits 1964 – 2014) 😎🤘 ___________________________________________________ #youcanleaveyourhaton #joecocker #thebestof #soundtrack #33rpm #musicaddict #nowplaying #rocklegend #vinylgen_feature #vinyljunkie #80s #80smusic #turntable #audiophile #vinylporn #nowspinning #vinylcollectionpost #vinylcollector #vinyladdict #vinylclub #vinylcollection #vinyloftheday #albumoftheday #vinyllife #vinyllove #vinylisbetter #vinylcommunity #instavinyl #recordcollector #recordoftheday

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Good Times, Bad Times – Led Zeppelin

Immaginate quattro giovani musicisti 🎸🎤 di belle speranze che devono “inventarsi" il nome del loro gruppo e scegliere l’immagine della copertina del loro primo album🎶… Visto il genere che propongono e gli arrangiamenti taglienti dei loro brani… che tipo di logo può essere più immediato, evocativo e riconoscibile?! Ai giovani ragazzotti venne in mente uno schianto!🔥… Sì… un disastro nell'aria!… L'incidente del dirigibile Zeppelin avvenuto nel 1937 che fu documentato con una foto pubblicata nei libri di storia e che in modo intelligente venne rielaborata e riproposta come copertina di un disco Rock… Perché?! Le fiamme generate dallo schianto del dirigibile simboleggiano le note graffianti e incisive dei pionieri del genere Hard Rock 🤘🎸… D'ora in avanti il gruppo si sarebbe chiamato Led Zeppelin e il dirigibile sarebbe diventato il loro logo 😉… Aneddoto: La contessa Eva von Zeppelin minacciò di querelare i quattro giovanotti per uso illegale del nome di famiglia… la causa morì sul nascere 😂… La copertina del primo disco dei Led Zeppelin è stata considerata sia dai critici dell'epoca e sia dalla bibbia della musica "Rolling Stones" come una delle più belle e rappresentative di un gruppo Rock!🎸🎶 ___________________________________________________ Led Zeppelin "Good Times, Bad Times" from "Led Zeppelin I" 1969 😎🤘 ___________________________________________________ #ledzeppelin #goodtimesbadtimes #ledzeppelinI #33rpm #musicaddict #nowplaying #robertplant #jimmypage #johnpauljones #johnbonham #hardrock #classicrock #60s #rocklegend #60smusic #audiophile #vinyljunkie #nowspinning #vinylcollectionpost #vinylcollector #vinyladdict #vinylclub #vinylcollection #vinyloftheday #albumoftheday #vinyllife #vinyllove #vinylisbetter #vinylcommunity #recordoftheday

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Blue & Lonesome – The Rolling Stones

Blue & Lonesome è un album in studio del gruppo rock britannico The Rolling Stones, pubblicato il 2 dicembre 2016 dalla Polydor. Si tratta di un disco del gruppo contenente solo cover come agli inizi della loro carriera musicale…

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Blue & Lonesome – The Rolling Stones

Muhammad Ali diceva: «I bianchi non potranno mai capire il blues, le loro donne non li abbandonano perché sono poveri». Gli Stones non solo hanno capito il blues, ma l’hanno piegato alla propria volontà, trasformandolo nel suono con cui celebrano sé stessi. E con questo disco ci dicono una cosa, in fondo molto semplice: la gioventù è stata un periodo intenso per tutti, ma forse per loro lo è stato di più!!!

“Blue & Lonesome” – The Rolling Stones
Polydor Records – 2016

TRACKLIST

1. Just Your Fool – 2:16 (Buddy Johnson)
2. Commit a Crime – 3:38 (Howlin’ Wolf)
3. Blue and Lonesome – 3:07 (Memphis Slim)
4. All of Your Love – 4:46 (Magic Sam)
5. I Gotta Go – 3:26 (Little Walter)
6. Everybody Knows About My Good Thing – 4:30 (Miles Grayson, Lermon Horton)
7. Ride ‘Em On Down – 2:48 (Eddie Taylor)
8. Hate to See You Go – 3:20 (Little Walter)
9. Hoo Doo Blues – 2:36 (Otis Hicks, Jerry West)
10. Little Rain – 3:32 (Ewart G. Abner Jr., Jimmy Reed)
11. Just Like I Treat You – 3:24 (Willie Dixon)
12. I Can’t Quit You Baby – 5:13 (Willie Dixon)

“Ride ‘Em On Down ” – The Rolling Stones

Both Sides – Phil Collins

Phil Collins lo considero un musicista versatile che in diversi momenti della sua vita artistica si è saputo mettere in gioco… cambiando genere musicale e modo di arrangiare le canzoni… Considerato da tutti un eccelso batterista, da un “drummer” di solito non ci si aspetterebbe questo modo così poliedrico di affrontare testi e intrecci di accordi… eppure… nella sua vita è passato dal Rock sperimentale dei Genesis… all’era Pop da solista… al Jazz e al Swing dell’età più matura… Both Sides” a mio parere si può considerare un disco iconico… espressione di questo mix di stili… dove le percussioni delle sue origini la fanno la padrone… I ritmi primordiali contraddistinguono tutte le tracce del doppio album… come se evocassero i battiti del nostro cuore… Sia nei brani più “agitati” come: “Both Sides Of The Story”, Survivors” e We Wait And We Wonder”… e sia nelle ballate romantiche come: “Can’t Turn Back The Years”, “Everyday” e “We Fly So Close”… L’ascolto è un viaggio piacevole insieme alla vera protagonista del disco: la Poesia… Ogni brano evoca un momento della sua vita e Phil si racconta benissimo senza mai cadere nei versi troppo sdolcinati dei suoi precedenti successi… Il doppio LP fu inciso nel 1993… Questo è stato l’unico album dove Phil Collins ha suonato tutti gli strumenti, senza la collaborazione di altri musicisti…

Both Sides – Phil Collins

“Both Sides” – Phil Collins
WEA Warner Company – 1993
Tutte le canzoni scritte, eseguite e prodotte da Phil Collins

TRACKLIST

1. Both Sides of the Story – 6:43
2. Can’t Turn Back the Years – 4:40
3. Everyday – 5:43
4. I’ve Forgotten Everything – 5:15
5. We’re Sons of Our Fathers – 6:24
6. Can’t Find My Way – 5:08
7. Survivors – 6:05
8. We Fly So Close – 7:33
9. There’s a Place for Us – 6:53
10. We Wait and We Wonder – 7:01
11. Please Come Out Tonight – 5:46

“Everyday” – Phil Collins

Kandinsky e la Musica

Il pittore russo Vasilij Kandinskij… “per gli amici” semplicemente Kandinsky (mica tutti sappiamo parlare e scrivere il russo!)… è considerato il papà dell’Arte Astratta… o AstrattismoCos’è l’Arte Astratta?… In sintesi l’arte astratta nega la rappresentazione del mondo oggettivo secondo i canoni tradizionali… quindi il linguaggio visivo diventa autonomo con significati propri… Per Kandinsky non sono più la realtà e la natura fonti d’ispirazione ma, udite, udite, ragazzi tenete l’orecchio ben aperto: è la Musica… perché proprio la Musica?… Qual’é la forma d’arte più astratta che esista?… ovvio, la Musica

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“Composizione VIII No. 260”, 1923 – Vasily Kandinsky

Kandinsky diceva questo: “Salvo poche eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni”… Che vuol dire?… Secondo il pittore, la Musica era l’espressione artistica che meglio rappresentava la psiche dell’uomo-artista… senza mediazioni concrete, la Musica esprime in modo immediato emozione, spiritualità, sensibilità interiore… Come si può dipingere un sentimento?… come si può dipingere un’impressione o uno stato d’animo?… paura, gioia, follia, ira, depressione, infelicità, felicità, etc… si possono toccare?… No!… fanno parte dell’anima… Quindi dipingiamo l’anima nel modo più “spirituale” possibile… Come?… con colori, linee, forme, dipinti nel modo più astratto possibile, cioè “slegati” da qualsiasi significato reale… Anche i titoli delle sue opere hanno il “sapore musicale”… Composizioni, Improvvisazioni, Impressioni… Famosissima è l’opera intitolata: Composizione VIII No. 260… un insieme armonioso di linee, cerchi, archi e altre forme geometriche elementari…

Capire un quadro di Kandinsky è facile?… No!… Riflettete un attimo su quello che vi voglio dire… Capire la psiche umana è facile?… No!… ecco, appunto!…

Cosa abbino all’arte di Kandinsky?… Sign ‘O’ The Times (1987)Prince, rivoluzionò il mondo della musica con il video di questa canzone… pensate, fu considerato d’Avanguardia per gli anni ’80… Perché?… Come Kandinsky per la pittura, Prince in un certo senso voleva rappresentare la canzone in modo “puro”senza legami con la realtà, pur parlando della realtà… infatti nel testo descrive una società malata che vive in bilico tra delinquenza, droghe e malattie… una chiara denuncia della stupidità del mondo… Come spezzare il legame con la realtà?… ovvio, realizzando un video senza immagini

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Tratto dal Video: “Sign ‘O’ The Times”, 1987 – Prince

Il regista del video Bill Konersman utilizzò la rapida successione di figure geometriche colorate… e giocando graficamente con le parole che compaiono sullo schermo a ritmo di musica… Simboli da interpretare nella pittura (nel primo caso)… Simboli da interpretare nella musica (nel secondo caso)… Credo che Kandinsky sarebbe andato molto d’accordo con Prince… in perfetta “Armonia Astratta”!…

“Sign ‘O’ The Times”
Prince – Paisley Park 1987