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Oggi ricordo una personalità artisticamente parlando molto complessa (e chi non lo è?)... Gorgio de Chirico... fondatore della "Scuola Metafisica"... Il suo tentativo primario è dipingere ciò che non si può vedere, dipingendo proprio le cose che si possono toccare con mano... Infatti una particolarità della pittura di de Chirico è prediligere alle figure umane, oggetti comuni di vario tipo... Scatole, biscotti, termometri, cubi, giocattoli, squadre, righelli, carte geografiche, mobili, etc... E l'uomo?... Un manichino...

Perchè dipinge il volto dell'uomo senza i suoi lineamenti terreni?... Perchè privando l'uomo della sua identità terrena, e raffigurandolo con la faccia di un manichino, lo paragonava quasi agli oggetti in cui lo stesso uomo crede e con cui esprime se stesso... In poche parole, traendo le mie "umili" conclusioni, l'artista voleva farci capire che gli oggetti che possediamo alla fine finiscono per possederci... La figura del manichino è quindi simbolo dell'uomo-automa contemporaneo... Ha rielaborato con questa chiave di lettura figure celebri della Storia Classica (Ettore e Andromaca, ne sono un esempio)...

I personaggi e gli oggetti che caratterizzano lo stile di de Chirico capitano quasi per caso in ambienti e luoghi ad essi estranei... immersi in piazze desolate... avvolti in spazi deserti... a volte circondati da strutture architettoniche ben definite e imponenti, quasi minacciose... Tutti i "protagonisti" sono immobili, silenti, quasi costretti a stare nella loro solitudine... Ecco spiegata "La Solitudine dei Segni"... pensiero filosofico su cui è basata l'arte di de Chirico... Noi, uomini, donne, siamo circondati da simboli-oggetti che determinano la nostra vita... alla fine anche noi diventiamo dei simboli da interpretare...

Certo che passare dallo stile Chillout, allo stile "Boogaloo" di Giuliano Palma, è un pò scioccante... ma se si ascoltano bene le parole della canzone "La Mia Solitudine" (titolo originale: Testarda Io), si capisce perchè ho scelto questo pezzo... non parla solo di solitudine, ma di "segni" che lacerano l'anima umana... gli stati d'animo... sono quelli che ci rendono "umani"... sono quelli che ci distinguono dagli "oggetti"... De Chirico, mentre dipingeva secondo me aveva ben chiaro questo concetto, ed è per questo che dipingeva l'uomo come un oggetto-manichino... perchè voleva portare l'uomo proprio a queste riflessioni... Sapete cos'è più scioccante?... quando ho saputo da mio padre che questa canzone la cantava Iva Zanicchi!... Mi scusino i fans della Zanicchi, ma non è una cantante che seguo... sicuramente la mia età mi porta verso altri generi... E vabbè, vuol dire che a modo suo anche Giuliano Palma a rielaborato un "Classico"... De Chirico Docet!...
Sonia Baglieri